Detrazione impianto allarme 2019


Detrazione antifurto e impianto allarme casa con Bonus ristrutturazione 2019: beneficiari, aliquota, modalità di pagamento, documenti da conservare. Quali spese possono essere detratte. 

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Oggi aumentare e migliorare la sicurezza di casa è diventata un’esigenza primaria.

Si bada sempre meno all’importo della spesa, cercando di proteggere la propria abitazione nel migliore dei modi dall’intrusione di ospiti indesiderati.

La tecnologia in questo viene in soccorso, permettendo anche con budget esigui di controllare e proteggere la propria casa con sempre nuovi ritrovati ed una presenza della domotica sempre maggiore, in grado di rendere le cose anche più facili.

E le spese sostenute per un impianto di sicurezza, oltre a non rivelarsi inutili, possono sfruttare un’interessante agevolazione fiscale. Vediamo come funziona.


Detrazione impianto allarme 2019: quali spese

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L’ultima Legge di Stabilità ha prorogato il bonus fiscale per le ristrutturazioni edilizie nel 2019, al cui interno sono comprese spese relative al miglioramento del grado di sicurezza delle abitazioni.

In questo modo, il contribuente ha diritto a portare in detrazione il 50% delle spese sostenute riguardanti:

  • impianti di videosorveglianza
  • impianti di antifurto
  • vetri antisfondamento
  • porte blindate
  • tapparelle motorizzate e meccaniche
  • installazione o sostituzione di catenacci, serrature e spioncini
  • installazione o sostituzione di cancelli, cancellate e protezioni murarie.

Il concetto base su cui sussiste la possibilità di detrarre tali voci di spesa è il fatto di essere relative ad interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di compimento di atti illeciti da parte di terzi.

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All’interno delle voci, è bene sottolineare, sono compresi non solo i costi sostenuti per l’acquisto degli impianti, ma anche quelle relative a progettazione e installazione di un antifurto in casa o ufficio, spese professionali, spese sostenute per sopralluoghi e perizie da esperti nel settore sicurezza, possono essere comprese nel calcolo del costo finale.

Detrazione impianto allarme 2019: beneficiari

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A poter beneficiare dell’agevolazione fiscale per l’anno solare 2019 sono le seguenti categorie:

  • proprietario dell’immobile;
  • titolare del diritto di godimento;
  • familiare convivente: il coniuge, il componente dell’unione civile, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.
  • coniuge separato qualora assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.

Non è obbligatorio rivolgersi ad un professionista o tecnico abilitato per realizzare l’impianto di allarme: anche colui che esegue in proprio i lavori per l’installazione, ha diritto al bonus fiscale.

In tale caso potrà indicare unicamente i costi sostenuti per l’acquisto dei materiali.

Detrazione impianto allarme 2019: aliquota

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L’agevolazione fiscale consiste nella detrazione IRPEF del 50% del costo sostenuto fino ad un massimo di €96.000 come importo totale di spesa.

Pertanto, nel caso di una spesa totale pari al massimo previsto dalla Legge Finanziaria, si potrà detrarre in dichiarazione dei redditi fino ad un massimo di €48.000 (50% di 96.000).

La detrazione viene effettuata in 10 rate annuali di pari importo. Nell’esempio dunque, nei 10 anni successivi ai lavori sostenuti, si può portare in detrazione €4.800 (€48.000/10).

Detrazione impianto allarme 2019: modalità di pagamento

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Requisito importante è che i pagamenti vengano effettuati in modo che rimangano tracciati, ovvero mediante un bonifico parlante, postale o bancario, dove risultino i seguenti dati ed informazioni:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986),
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione,
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Detrazione impianto allarme 2019: documenti da conservare

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Al fine di godere della detrazione fiscale, oltre a dover presentare le fatture ed i relativi pagamenti, occorre avere con sè, in un’apposito faldone che avremo avuto cura di realizzare, i seguenti documenti, nel caso ci venissero richiesti, ovvero:

  • domanda di accatastamento qualora l’immobile non fosse censito
  • ricevuta di pagamento Imu e/o Tasi
Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design

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