Detrazione fiscale per addolcitore d’acqua: quando si può chiedere


L’acquisto di un addolcitore dell’acqua può essere portato in detrazione e godere dei benefici del Bonus Ristrutturazioni? La risposta dell’Agenzia delle Entrate. Il tipo di aliquota, come funziona la detrazione. Modalità di pagamento. Chi ha diritto a richiederlo.

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L’addolcitore d’acqua è uno speciale impianto che consente di ridurre l’impatto del calcare, che si forma in seguito alla forte presenza di calcio e magnesio nell’acqua che sgorga dai rubinetti di casa. Il calcare è infatti dannoso, alla lunga, per tutta quelle serie di elettrodomestici ed apparecchi di casa che funzionano grazie all’acqua.

Lavatrice, lavastoviglie, ferro da stiro, boiler, senza la componente dell’acqua non potrebbero in alcun modo lavorare ma perchè prolunghino la loro esistenza per molti anni, è necessario e fondamentale, riportare il livello dei sali ad un valore tollerabile.

Il lavoro che svolge l’addolcitore d’acqua non è altro che sostituire calcio e magnesio con sale di sodio, il che riporta ad una situazione accettabile.


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La questione dunque è sapere se, l’acquisto e l’installazione di un impianto per addolcire l’acqua può essere portato in detrazione dal contribuente, al momento della dichiarazione dei redditi. Sono tante infatti le opere di rinnovamento che si possono sostenere usufruendo del Bonus Ristrutturazioni, pertanto risulta importante conoscere se tali importi possono essere meno pesanti per le finanze della famiglia.


Addolcitore d’acqua detrazione: cosa dice l’Agenzia delle Entrateaddolcitore-acqua

In merito alla possibilità di detrarre le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di impianto dolcificatore per l’acqua si è espressa direttamente l’Agenzia delle Entrate in seguito a precisa richiesta da parte di un contribuente.

Il parere è stato positivo, come anche indicato al paragrafo 2.3 della circolare 20/E del 2011: l’acquisto e la successiva installazione è ammesso alla detrazione Irpef del 50%, la stessa aliquota del Bonus Ristrutturazione ed è prevista l’aliquota Iva ridotta al 10%.

La spesa può però essere portata in detrazione, a patto che rientri nell’ambito di un più ampio intervento di ristrutturazione, classificato nel termine tecnico come opera di manutenzione straordinaria.

C0sa significa manutenzione straordinaria

Quando un lavoro di ristrutturazione si qualifica come intervento di manutenzione straordinaria ? Ecco cosa intende la normativa italiana, (art. 3 c. 1 lettera b dpr 380/2001):

  • le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’ uso.


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Per chiarire, si può detrarre la somma spesa per addolcitore d’acqua quando i lavori di ristrutturazione in casa hanno previsto ad esempio:

  • Rifacimento dell’impianto idraulico, elettrico, etc
  • Rifacimento del bagno, cucina, locale lavanderia, etc
  • Abbattimento di muri e pareti interni con modifica delle stanze

Bonus addolcitore d’acqua 2020: importi

Con riferimento al Bonus ristrutturazioni, l’agevolazione fiscale consiste nella detrazione IRPEF del 50% del costo sostenuto, fino ad un massimo di €96.000 come importo totale di spesa. In questo caso, trattandosi di un impianto che non ha costi eccessivi, la spesa sostenuta va semplicemente a sommarsi all’importo speso per le opere di rinnovamento.

Pertanto, ammettendo il caso di lavori di ristrutturazioni, con una spesa complessiva pari al massimo previsto dalla Legge Finanziaria, si può detrarre in dichiarazione dei redditi fino ad un massimo di €48.000 (50% di 96.000).

La detrazione viene effettuata in 10 rate annuali di pari importo. Sulla base dei dati dell’esempio dunque, nei 10 anni successivi ai lavori sostenuti, si può portare in detrazione €4.800 (€48.000/10).

Bonus addolcitore d’acqua 2020: modalità di pagamento

Per portare in detrazione le spese sostenute, il pagamento deve essere effettuato esclusivamente mediante un bonifico parlante, postale o bancario, sul quale risultano:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
  • numero e data della fattura

Si ricorda e si sottolinea, che le spese pagate in contanti per il Bonus Ristrutturazione, qualunque sia l’importo, non sono mai ammesse alla detrazione.

Bonus addolcitore d’acqua 2020: chi può richiederlo

Ad essere ammessi al beneficio fiscale della detrazione sono le seguenti categorie di soggetti:

  • proprietari dell’immobile
  • titolari di un diritto di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie) oppure nuda proprietà
  • inquilino o comodatario
  • soci di cooperative divise e indivise
  • soci delle società semplici
  • imprenditori individuali, solo per gli immobili che non fanno parte di beni strumentali
Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design
  • Fonte Google News

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