Detrazione box auto: come sfruttare il bonus 50%


Quali sono le detrazioni per le opere di rifacimento e ristrutturazione del box auto. Il requisito della pertinenza, tipologie di box, quali opere ammesse. Modalità di pagamento, FAQ.

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Il box auto è una particolare tipologia di immobile che consente in ogni caso al contribuente di godere del bonus ristrutturazione 50% per determinati lavori di rifacimento e miglioramento del locale nel quale parcheggiare la propria automobile oltre a poter disporre una serie di ulteriori veicoli come motorini e biciclette.

Vediamo come procedere per sfruttare nella maniera corretta l’agevolazione nella maniera corretta, recuperando così una parte consistente delle somme spese.


Detrazione box auto: quando scatta

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La detrazione al 50% delle somme spese è concessa nei seguenti tre casi:

  • riparazioni e sostituzione di parti e/o elementi che presentino caratteristiche diverse da quelle presenti su box già esistenti
  • nuova costruzione di garage o posti auto pertinenziali, anche in caso di proprietà comune (in condominio ad esempio)
  • acquisto di box o posti auto pertinenziali di nuova costruzione.

La detrazione è fissata nel 50% delle spese complessive sostenute per il box pertinenziale e di proprietà.

L’importo massimo detraibile di cui il contribuente può fruire rimane sempre pari a €96000 per ciascuna unità immobiliare.

Detrazione box auto: requisiti

Tutte le tipologie di posto auto possono usufruire dell’agevolazione fiscale. Per esemplificare, rientrano nel bonus:

  • box auto interrati o fuori terra
  • garage
  • posti auto coperti o scoperti

I posti auto possono essere indistintamente di proprietà individuale o comune. Il requisito fondamentale è la pertinenza, definito dall’articolo 817 del codice civile come le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa.

Perchè il box sia una pertinenza con l’abitazione non è richiesta che si tratti di un locale contiguo alla casa.

Detrazione box auto: quali lavori

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Chiarito il requisito fondamentale della pertinenza del box auto con l’abitazione, i lavori che danno diritto ad usufruire dell’agevolazione sono i medesimi relativi al Bonus ristrutturazione.

Le opere di manutenzione ordinaria come la tinteggiatura delle pareti piuttosto che la sostituzione della serranda con una identica non fanno scattare il bonus 50%.

Per aver diritto sono necessari lavori di manutenzione straordinaria: far installare una serranda blindata è un’opera che rientra nei lavori ammessi così come interventi sulla struttura.

Detrazione box auto: nuova costruzione

A differenza del tradizionale Bonus ristrutturazione, la costruzione di un box auto costituisce l’eccezione che consente di sfruttare la detrazione 50%. Anche in questo caso il requisito fondamentale rimane la pertinenza del box che deve risultare da:

  • richiesta di Permesso di Costruire
  • altro titolo abilitativo obbligatorio per legge per la sua realizzazione.

Detrazione box auto: acquisto

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Se invece il box auto viene acquistato come pertinenza dell’abitazione, il contribuente ha diritto ad usufruire dell’agevolazione fiscale soltanto però relativamente alle spese sostenute per la sua realizzazione.

Il venditore, ovvero l’azienda costruttrice con qualunque forma giuridica, dovrà rilasciare l’attestazione che indichi in maniera chiara gli importi relativi alla sua costruzione. Nello specifico, i costi detraibili sono:

  • spese professionali di progettazione
  • spese per esecuzione dei lavori
  • IVA, bolli, diritti urbanistici
  • oneri di urbanizzazione

Sono invece esclusi, dunque non detraibili:

  • spese di intermediazione
  • valore dell’area su cui sorge il box
  • costi di installazione del cantiere

Detrazione box auto: come  funziona

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L’agevolazione fiscale concessa dallo Stato Italiano a chi effettua lavori di ristrutturazione del box consiste nella detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute, fino ad un massimo di €96.000.

All’atto pratico, si può detrarre in dichiarazione fino ad un massimo di €48.000 (50% di 96.000). La detrazione viene effettuata in 10 rate annuali di pari importo.

Con un esempio possiamo chiarire meglio. Ammettiamo di aver speso €20000 complessivamente: potrete portare ogni anno in detrazione €1000 per 10 anni (€10000 è pari al 50% del totale speso, ovvero €20000).

Detrazione box auto: modalità di pagamento

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Requisito importante è che i pagamenti vengano effettuati in modo che siano tracciati, ovvero mediante un bonifico parlante, postale o bancario, sul quale risultano:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986),
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione,
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Sono escluse dunque possibilità di pagare i lavori mediante altre modalità quali:

  • assegno,
  • carte di credito e/o ricaricabili,
  • bancomat,
  • contanti.

Detrazione box auto: FAQ

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Per il contribuente italiano, spesso districarsi tra i vari cavilli della legge italiana può diventare complicata, data la miriade di casi che possono verificarsi. Ecco allora le principali situazioni in cui spesso ci si imbatte.

Secondo box auto: detrazione si o no ?

Non è stato previsto dal legislatore il numero massimo di box che possono godere dell’agevolazione fiscale. Se dunque il contribuente ha più box pertinenziali della stessa abitazione, avrà come unico limite il tetto massimo di €96000 su cui calcolare la detrazione.

Box auto in seconda casa: detrazione si o no ?

La detrazione 50% si applica indistintamente alla prima, seconda ed alle eventuali altre abitazioni di cui si è proprietari. Non è dunque richiesto il requisito di prima casa per godere del vantaggio fiscale.

Si può chiedere il Bonus Mobili ?

La detrazione per opere di rifacimento del box pertinenziale non permette al contribuente di richiedere il Bonus Mobili per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici da sistemare nell’immobile.

Box auto in comproprietà fra i coniugi: come comportarsi

Nel caso in cui la proprietà del box auto sia condivisa fra i coniugi, a valere è l’intestazione delle fatture. Per questo motivo, è bene valutare a chi, fra marito e moglie, intestare le fatture di pagamento.

Cambio di destinazione d’uso

Se le opere di ristrutturazione vengono svolte dal contribuente con conseguente cambio di destinazione d’uso, le somme spese non possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design

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