Bonus stufa a pellet 2021: come funziona, documenti, superbonus 110%


Bonus stufa a pellet 2021: come approfittare della detrazione fiscale. Le differenti opportunità: Bonus ristrutturazione, ecobonus, sconto immediato in fattura. Superbonus 110%. Aliquote in vigore. Importi massimi di spesa. Modalità di pagamento, documenti necessari e loro conservazione. FAQ.

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La stufa a pellet è un’opportunità moderna e tecnologicamente avanzata per riscaldare l’appartamento od una stanza dalle enormi dimensioni ed il suo acquisto può permettervi di godere di un’importante detrazione fiscale oppure di uno sconto immediato in fattura.

Acquistare una stufa a pellet consente infatti al contribuente italiano di beneficiare, come confermato dalla recente manovra di Bilancio ed estesa anche all’anno solare 2021, alternativamente, di una delle tre agevolazioni:

  • bonus ristrutturazione 50%
  • ecobonus 65%
  • Ecobonus 110% o sconto in fattura 100%

Vediamo nel dettaglio come funzionano precisamente. E’ importante sottolineare che le agevolazioni si riferiscono ad acquisti e/o interventi effettuati nell’anno solare 2021, cioè dal 1° gennaio al 31 dicembre compresi.


Stufa a pellet detrazione 2021: Bonus ristrutturazione 50%

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Anche per l’anno solare 2021 il contribuente italiano ha diritto a godere del bonus ristrutturazioni 50% qualora effettui opere e lavori per rinnovare l’abitazione. Più precisamente, la detrazione è concessa quando si tratta di :


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  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

Importo

La norma in vigore dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021 ammette di beneficiare delle spese sostenute per la ristrutturazione con detrazione  fiscale del 50% fino ad un importo massimo di € 96.000 di spesa.

L’acquisto di una stufa a pellet, effettuato nel periodo in cui si effettuano i lavori di rinnovamento, dopo aver ricevuto il benestare dagli uffici comunali per l’avvio delle opere, rientra nella casistica.

Per chiarire le idee, nel caso si spenda il tetto massimo di €96.000 per l’esecuzione di tutti i lavori, il contribuente avrebbe diritto a detrarre in totale €48.000 (il 50% di 96000).

Spese incluse

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Le spese sostenute dal contribuente ed incluse nel bonus sono:

  • acquisto dei materiali
  • esecuzione dei lavori
  • altre prestazioni professionali richieste dal tipo d’intervento come perizie e sopralluoghi
  • relazione di conformità degli stessi alle leggi vigenti
  • imposta sul valore aggiunto, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni, le denunce di inizio lavori
  • oneri di urbanizzazione.

Stufa a pellet detrazione 2021: ecobonus 65%

Se invece si provvede al solo acquisto della stufa a pellet, allo scopo di migliorare il riscaldamento dell’abitazione, scatta il diritto di godere dell’Ecobonus 65%, purchè vengano rispettati i seguenti parametri:


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  • rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 della norma europea EN 303-5, ovvero superiore all’85%
  • rispetto dei limiti di emissione stabiliti dal Decreto Legislativo 152/2006 oppure dalle delibere regionali
  • utilizzo di biomasse combustibili ammissibili
  • per le abitazioni che si trovano nelle zone climatiche C, D, E, F, le porte, le finestre e così via devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza termica ai sensi del D.lgls. 192/2005
  • l’impianto di riscaldamento deve già essere presente

Importo

Nel caso dell’Ecobonus, l’importo massimo detraibile di spesa per ciascun immobile è pari a €30000 per l’anno solare 2021.

Bonus stufa a pellet 2021: come funziona

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L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’Irpef ripartita in 10 quote annuali, con rate di identico importo.

La detrazione, per lavori effettuati e pagati nell’anno solare 2021, comincerà dunque a partire dalla dichiarazione dei redditi 2022, per 10 anni consecutivi.

Con un esempio possiamo chiarire meglio. Ammettiamo di aver speso €4000 per l’acquisto di una stufa a pellet nell’ambito della ristrutturazione dell’appartamento, pertanto rientrante nella detrazione con aliquota del 50%.

Ogni anno si potrà portare in detrazione €200 per 10 anni (€2000 è pari al 50% del totale speso, ovvero €4000).

Attenzione a considerare una cosa importante: nel caso in cui l’importo da detrarre sia maggiore dell’importo IRPEF da versare, il contribuente non potrà in alcun modo riportare l’eccedenza all’anno successivo o chiederne il rimborso.

Si ricorda che l’acquisto del pellet non dà diritto a godere ad alcuna detrazione.

Bonus stufa a pellet 2021: novità 110%

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La manovra shock del Governo italiano, come risposta all’emergenza Coronavirus, ha portato interessanti novità in materia fiscale. L’Ecobonus è stato infatti rivisto, con l’aumento al 110% dell’aliquota per la detrazione. Vediamo come funziona nel caso dell’acquisto di una stufa a pellet nuova.

Nel caso in cui, l’acquisto e relativa installazione  di una stufa a pellet avvenga contemporaneamente ad altri lavori che riguardano in maniera più estesa l’intero edificio, il beneficio speciale, ovvero aliquota detrazione al 110%, si allarga e comprende anche la somma spesa per l’acquisto. Più precisamente, la casistica prevede:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, entro un limite di €60000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con la differenza di tetto, pari a €20.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici che hanno fino a 8 unità immobiliari mentre scende a €15.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici con più di 8 unità immobiliari.
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con abbinamento eventuale ai sistemi fotovoltaici (limite di spesa fissato a €30000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari) che riguardino edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti (con accesso separato).

Ricordiamo che l’Ecobonus 110% consiste nella detrazione del 110% delle spese sostenute per interventi che hanno come obbiettivo l’efficientismo energetico delle abitazioni. A beneficiare sono le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 ed il bonus fiscale sarà goduto in 5 anni, con rate di pari importo.

Sussiste anche la possibilità di cedere il credito maturato alle banche o di chiedere lo sconto in fattura all’impresa che effettua i lavori: in questo caso non si godrà di una detrazione fiscale, ma direttamente di uno sconto in fattura pari al 100% della spesa.

Ovvero, il contribuente non sosterrà alcuna spesa ed i lavori, in sostanza, saranno totalmente gratuiti.

Bonus stufa a pellet 2021: modalità di pagamento

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Indipendentemente dalla detrazione a cui si ha diritto, la modalità di pagamento corretta richiede il rispetto delle seguenti condizioni:

  • chi non è titolare di reddito di impresa deve effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale, cosiddetto parlante;
  • chi è titolare di reddito di impresa è esonerato dall’obbligo di pagamento mediante bonifico parlante. Potrà utilizzare anche altra modalità di pagamento (vietati i contanti), purché fornisca altro tipo di documentazione idonea, come ricevuta del pagamento con bancomat o carta di credito.

In ogni caso, qualunque sia il metodo di pagamento, devono risultare chiare le seguenti informazioni:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
  • il numero e data della fattura (o fatture nel caso siano più di una)

Bonus stufa a pellet 2021: documentazione

Per aver diritto alla detrazione, occorre che l’installazione della stufa a pellet venga effettuata da un tecnico qualificato, il quale al termine dei lavori, rilascerà al contribuente il certificato indicante i requisti tecnici ed il relativo miglioramento termico dell’abitazione.

E’ obbligatorio conservare tutta la documentazione in caso di eventuali controlli per un tempo di 10 anni.

Nel caso in cui ci si dovesse accorgere di un errore nella compilazione del bonifico parlante, ecco come rimediare.

Bonus stufa a pellet 2021: invio documentazione ENEA

Al termine dei lavori ed effettuati i regolari pagamenti delle fatture relative, il contribuente dovrà operare l’invio dei documenti all’ENEA, l’ente preposto a tale funzione.

La trasmissione dei dati all’ENEA deve essere effettuata entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori o dall’installazione della stufa a pellet.

Nell’articolo Enea ecobonus modulo compilazione si possono trovare tutti i chiarimenti del caso su come inserire correttamente i dati per godere della detrazione fiscale in occasione della dichiarazione dei redditi.

Anche la ricevuta dell’invio all’ente dovrà venire conservata, in caso di eventuali controlli futuri.

Stufa a pellet bonus 2021: FAQ

Per concludere, è importante chiarire alcuni dubbi riguardanti le agevolazioni fiscali:

  • la detrazione fiscale (Ecobonus o Bonus Ristrutturazione) è riconosciuta soltanto in caso di lavori effettuati su abitazioni ed edifici già esistenti, dunque già iscritti al catasto o per quali la pratica è già stata avviata. In questo caso sarà importante conservare le ricevute dei pagamenti delle imposte comunali ICI e IMU
  • immobili che siano in costruzione, non danno il diritto a richiedere l’agevolazione fiscale
  • l’Ecobonus non è cumulabile con il Bonus ristrutturazioni al 50%

Davide Bernasconi
  • Redattore specializzato in Design
  • Scrittore e Blogger
  • Esperto di Arredo e design
  • Fonte Google News

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