Bonus rubinetti 2022: si parte già con rinnovo al 2023

Davide Bernasconi
  • Dott. in Economia e Commercio

Bonus rubinetti 2022: cambia l’agevolazione fiscale e diventa credito d’imposta. Importi massimi, chi può sfruttarlo. Proroga al 2023.

Bonus rubinetti 2022: si parte già con rinnovo al 2023

Non è ancora ufficialmente partito il Bonus rubinetti 2022, detto anche bonus idrico in quanto consente di ridurre il consumo di acqua in casa utilizzata sia per lavarsi che per questione igieniche come disinfettare l’appartamento piuttosto che pulire il cibo, che già si guarda oltre, al 2023.

Ebbene, il Governo Italiano nel momento di redigere la manovra di Bilancio, ha già stanziato un fondo supplementare per il 2023 pari a 1,5 milioni di euro per quei soggetti che apporteranno modifiche ai propri impianti, sostituendo rubinetti, miscelatori e vasi sanitari con modelli a minor spreco d’acqua.

Bonus rubinetti: proroga 2023

Bonus rubinetti 2022: si parte già con rinnovo al 2023


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Sul finire dell’anno è quindi giunta una buona notizia per i contribuenti italiani che si accingono ad effettuare alcuni interventi di manutenzione e rinnovamento degli impianti, senza però sapere ancora quando inizieranno i lavori e soprattutto il budget che dovranno prevedere

Per gli anni 2021 e 2022, i fondi stanziati dal Governo Italiano sono pari a 5 milioni di euro mentre per il 2023 è già stato prevista la disponibilità di 1,5 milioni di euro.

Pertanto, considerando che per l’anno che sta per finire, l’agevolazione non ha praticamente avuto modo per essere giustamente pubblicizzata, per il 2022 il fondo sembra essere decisamente consistente.

Ma c’è da sottolineare un importante cambiamento nella modalità in cui si potrà usufruire dell’agevolazione.

Bonus rubinetti 2022: detrazione fiscale

Bonus rubinetti 2022: si parte già con rinnovo al 2023

Il Bonus rubinetti 2022 non verrà erogato sotto forma di rimborso diretto nelle tasche degli italiani che hanno provveduto a cambiare gli impianti.

Come già accade per la totalità dei bonus ristrutturazione, potrà essere usufruito sotto forma di compensazione fiscale nel modello F24 mentre per le persone fisiche che non svolgono attività d’impresa o lavoro autonomo l’importo dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno della spesa e in quelle degli anni successivi fino al completo utilizzo del bonus.


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Quando va comunicato

L’ammontare delle spese rientranti nella norma deve essere comunicato all’Agenzia delle Entrate tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento del costo mediante invio del modello che è disponibile sul web nell’area riservata o  mediante i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus rubinetti 2022: cos’è

Il Bonus è stato creato allo scopo di evitare gli sprechi idrici e ridurre il consumo di contenitori di plastica. A tale scopo il Governo ha previsto un credito d’imposta del 50% sulle spese sostenute nell’arco temporale che va, tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022, per l’acquisto e l’installazione di sistemi di:


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  • filtraggio
  • mineralizzazione
  • raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare

Importo

L’importo massimo delle spese su cui il cittadino o il soggetto con partita IVA deve calcolare l’agevolazione è fissato a:

  • 1.000 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche
  • € 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Quali opere

Gli interventi che sono ammessi al beneficio fiscale sono:

  • fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri oltre ai sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti
  • fornitura e installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, oltre ad ed eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.