Bonus caldaia 2023: incentivi fiscali, come fare, FAQ

Come funziona il Bonus Caldaia 2023 per l’acquisto di un modello . Requisiti dell’immobile. Importo massimo. Aliquota fiscale 65%, 50%, Superbonus 90%. Modalità di pagamento, comunicazione con ENEA e documenti da conservare.

Bonus caldaia 2023: incentivi fiscali, come fare, FAQ
Autore: paolobros / Pixabay

Il Bonus caldaia 2023 consiste in un’agevolazione per il contribuente che intende effettuare la sostituzione ed installazione di un nuovo impianto di riscaldamento di maggior efficienza.

L’aiuto fiscale è decisamente gradito: i vecchi impianti, spesso con una data di anzianità superiore a 15/20 anni, risultano essere tecnologicamente arretrati oltre a risultare molto inquinanti, e presentano una funzionalità minore.

L’agevolazione, che possiamo anche identificare come uno sconto, è in vigore per l’intero anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023.

Bonus caldaia 2023: requisiti

Per aver diritto alla detrazione in fase di dichiarazione dei redditi occorre:

Bonus caldaia 2023: aliquote in vigore

Il Bonus caldaia 2023 prevede 2 tipologie di aliquote: 65% e 50%.

Vediamo quando e come vengono applicate. Per quanto riguarda invece il Superbonus 90% (ormai ex 110%), lo affronteremo nel corso della trattazione.

Aliquota 65%

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi termoregolazione evoluti in classe V, VI o VIII
  • installazione di impianti costituiti da sistema integrato tra caldaia a condensazione e pompa di calore, detti sistemi ibridi.

Aliquota 50%

  • installazione di una caldaia a condensazione di classe A.

Per l’installazione di modelli di caldaie inferiori alla classe A non è prevista nessuna detrazione fiscale. In questa particolare tipologia, l’agevolazione rientra nel Bonus Ristrutturazioni.

Bonus caldaia per condomini

Nel caso l’acquisto di un nuovo impianto venga effettuato da un condominio, cambiano le aliquote di agevolazione.

  • 70/75% (invece che 50/65%)  per caldaia a condensazione di classe A con tetto massimo di spesa pari a € 40mila per ogni unità immobiliare
  • 80/85%, quando oltre all’installazione, vengono effettuati lavori per l’efficienza antisismica. Il tetto massimo sale a € 136mila per ciascun appartamento.

Bonus caldaia 2023: spese ammesse

Bonus caldaia 2023: incentivi fiscali, come fare, FAQ
Autore: geralt / Pixabay

Le spese ammesse al beneficio fiscale sono:

  • smontaggio della caldaia da sostituire
  • acquisto e posa della nuova caldaia
  • eventuali opere murarie
  • prestazioni professionali per sopralluoghi e modalità di intervento.

Bonus caldaia 2023: importo

L’acquisto di una caldaia più efficiente rientra nell’ampia categoria degli interventi atti a migliorare l’efficienza energetica.

Per l’anno solare 2023, l’importo massimo detraibile si differenzia in:

  • €96.000 per una caldaia che gode dell’aliquota 50%, ovvero il Bonus ristrutturazione ( il tetto è da intendersi per tutti i lavori effettuati relativamente alla ristrutturazione)
  • €30.000 in caso di utilizzo dell’aliquota 65%.

Bonus caldaia 2023: come funziona

Sono 3 le modalità attraverso le quali si può godere del risparmio acquistando una caldaia. Vediamo quali e come funzionano.

Detrazione fiscale in 10 anni

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’Irpef ripartita in 10 quote annuali, con rate di identico importo.

La detrazione, per lavori effettuati e pagati nell’anno solare 2023, comincerà dunque a partire dalla dichiarazione dei redditi 2023, per 10 anni consecutivi.

Chiariamo il concetto con un esempio. Ammettiamo di aver speso €8000 per l’acquisto di una caldaia detta a sistema ibrido, e dunque ammessa al beneficio dell’aliquota del 65%.

Ogni anno si potrà portare in detrazione €520 per 10 anni (€5200 è pari al 65% del totale speso, ovvero €8000).

Attenzione a considerare una cosa importante: nel caso in cui l’importo da detrarre sia maggiore dell’importo IRPEF da versare, il contribuente non potrà in alcun modo riportare l’eccedenza all’anno successivo o chiederne il rimborso.

Cessione del credito

Nel caso si abbia necessità di recuperare prima parte della somma spesa oppure non si può detrarre il costo in dichiarazione dei redditi, si può fare la cessione del credito, ovvero vendere il credito ad un istituto bancario/finanziario che lo acquisterà.

In questo caso l’acquirente non comprerà l’intero credito, ma lo farà ad un quota inferiore (circa 70/80% del credito maturato).

Sconto in fattura

L’opzione sconto in fattura è il più semplice e pratico. In questo l’acquisto della caldaia avviene già al prezzo scontato, rendendo molto più vantaggiosa l’operazione. Il soggetto acquirente pagherà dunque una fattura scontata mentre sarà compito dell’installatore/venditore effettuare il recupero del credito dall’Agenzia delle Entrate.

Bonus caldaia 2023: Superbonus 90%

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Autore: avantrend / Pixabay

Una delle più importanti agevolazioni introdotte dal governo italiano negli ultimi anni, rivista più volte, è il Superbonus, che sta interessando moltissime persone in quanto consente di ristrutturare un immobile  praticamente a costo zero, migliorando notevolmente l’efficienza energetica.

La norma prevede 3 possibilità per il contribuente:

  • detrazione al 90% (salvo specifiche eccezioni) delle spese sostenute, con 4 rate annuali, di pari importo
  • sconto in fattura, fino al 90% dell’importo
  • cessione del credito del 90%, pari alle spese dei lavori eseguiti, all’azienda edile

Superbonus 110%: vale anche per le caldaie?

Il Superbonus vale anche per la sostituzione delle caldaie, ma perchè possa essere applicata l’agevolazione, è necessario che l’operazione di acquisto ed installazione di una nuova caldaia, a condensazione o a biomassa, di classe A, venga eseguita congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti, ovvero:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, entro un limite di €60000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con la differenza di tetto, pari a €20.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici che hanno fino a 8 unità immobiliari mentre scende a €15.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici con più di 8 unità immobiliari.
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con abbinamento eventuale ai sistemi fotovoltaici (limite di spesa fissato a €30000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari) che riguardino edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti (con accesso separato).

Ricordiamo che il Superbonus 90% consiste nella detrazione del 90% delle spese sostenute per interventi che abbiano come obbiettivo l’efficientismo energetico delle abitazioni. A beneficiare sono le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2023 ed il bonus fiscale sarà goduto in 5 anni, con rate di pari importo.

Quindi, per fare un esempio, ammettiamo di spendere complessivamente €60.000 per una serie di opere. Sulla base dell’aliquota 90%, svolgiamo i calcoli per sapere quanto portare in detrazione ogni anno in dichiarazione dei redditi:

  • 60.000/100*110 = 54.000 (quota da portare in detrazione complessivamente)
  • 66.000/5 = 10.800 (quota annua da detrarre in dichiarazione)

Attenzione però: Si ha diritto alla detrazione fino a capienza IRPEF. Questo significa, facendo un esempio, che se un contribuente ha capienza pari ad € 8.500, a fronte di una rata annuale di € 10.800 per lavori realizzati, ottiene un rimborso massimo pari a € 8.500. La rimanenza di €2.300 andrebbe quindi persa e non potrà essere recuperata successivamente.

Cessione del credito

Sussiste anche la possibilità di cedere il credito maturato alle banche, una compagnia di assicurazione o alle Poste.

In questo caso però, dovrai intavolare una trattativa con l’istituto creditizio per stabilire la quota, sul 900%, che ti verrà restituita.

Questo perché la banca tratterrà una percentuale per sè a titolo di profitto. Risulta comunque conveniente, anche perché la quota IRPEF incapiente rimarrebbe a tuo carico.

Sconto in fattura

La terza ed ultima opzione, lo sconto in fattura, è concettualmente più semplice. L’impresa edile che effettua i lavori, si fa carico delle somme, fino ad un massimo del 90% dell’importo complessivo.

Quindi, anche in questo caso, nasce dall’accordo con l’impresa la determinazione dell’aliquota di sconto.

Congruità dei prezzi: cosa cambia

Con l’introduzione del Decreto anti-frodi, vige l’obbligo, per chi intende usufruire dei Bonus ristrutturazione, Ecobonus e Superbonus 90%, del visto di conformità e dell’attestazione della congruità delle spese sulle fatture da emettere e pagare con data posteriore al 12 novembre 2021.

L’obbligo vige unicamente per chi sceglie lo sconto in fattura o la cessione del credito.

In sostanza, onde prevenire un rialzo dei prezzi immotivato e che sarebbe poi a carico delle casse dello Stato, la congruità dei prezzi fa riferimento a:

  • prezzari individuati dal decreto di cui al comma 13, lett. a) dell’articolo 119 del Decreto rilancio e all’Allegato A, punto 13.1, del d.m. 6 agosto 2020: prezzari DEI, Regionali e delle province autonome.
  • valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, dal MITE (al momento non ancora emanato).

Il visto di conformità e l’asseverazione della congruità delle spese per gli interventi svolti in edilizia libera o di importo inferiore a 10.000 euro non è necessario.

Superbonus 90%: periodo dei lavori

La detrazione 90%, o in alternativa la cessione del credito, si riferisce ai lavori eseguiti nel periodo di tempo che va dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023 compresi.

Requisiti

Il cambiamento della caldaia dovrà assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche, requisito certificato da un tecnico o società competente in materia (iscritto dunque nel registro apposito).

Bonus caldaia 2023: modalità di pagamento

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Autore: Foto-Rabe / Pixabay

Le modalità di pagamento ammesse sono:

  • chi non è titolare di reddito di impresa deve effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale, cosiddetto parlante;
  • chi è titolare di reddito di impresa è esonerato dall’obbligo di pagamento mediante bonifico parlante. Potrà utilizzare anche altra modalità di pagamento (vietati i contanti), purchè fornisca altro tipo di documentazione idonea, come ricevuta del pagamento con bancomat o carta di credito.

In ogni caso, qualunque sia il metodo di pagamento, devono risultare chiare le seguenti informazioni:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento
  • il numero e la data della fattura.

Bonus caldaia 2023: documenti

documenti necessari per richiedere l’agevolazione fiscale sono:

  • perizia asseverata di un tecnico abilitato che attesti i requisiti tecnici della caldaia e il conseguente miglioramento energetico;
  • certificazione del produttore della caldaia e delle valvole termostatiche.

E’ obbligatorio conservare tutta la documentazione in caso di eventuali controlli per un tempo di 10 anni.

Bonus caldaia 2023: invio documentazione ENEA

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Autore: jarmoluk / Pixabay

Al termine dei lavori ed effettuati i regolari pagamenti delle fatture relative, il contribuente dovrà operare l’invio dei documenti all’ENEA, l’ente preposto a tale funzione.

Nell’articolo Enea ecobonus modulo compilazione si possono trovare tutti i chiarimenti del caso su come inserire correttamente i dati per godere della detrazione fiscale in occasione della dichiarazione dei redditi.

Anche la ricevuta dell’invio all’ente dovrà venire conservata, in caso di eventuali controlli futuri.

Cambio Caldaia: perchè fare in fretta

Una considerazione importante da tenere a mente. Come stabilito dall’Unione Europea nell’autunno 2021, il governo italiano non potrà più, fra qualche anno, inserire agevolazioni e bonus per l’acquisto di caldaie a gas.

Precisamente, a partire dal 2027, ci sarà infatti lo stop definitivo alle agevolazioni. Rimane però sempre in capo ai singoli paesi membri dell’Unione la possibilità di fissare il divieto all’acquisto ed utilizzo di caldaie a combustibili fossili.