Bollette non pagate: quando si prescrivono?

Quando interviene la prescrizione per le bollette relative ad utenze domestiche per le quali non si è provveduto al pagamento? Qual è la strategia dell’utente per tutelare i propri interessi in giudizio?

Bollette non pagate: quando si prescrivono?

Cosa deve fare un utente allorquando si ritrovi ad essere informato a mezzo posta o con messaggio SMS ricevuto direttamente sul proprio cellulare, dell‘inadempimento al pagamento di una bolletta connessa ad un’utenza domestica?

Generalmente la società di recupero crediti sollecita, preventivamente, il debitore al pagamento entro 5 giorni dalla notifica dell’avviso, pena l’ingiunzione da parte del Tribunale adito.

Tuttavia se rispetto al credito vantato sia trascorso molto tempo, è possibile chiedersi se tali fatture di fornitura siano esigibili da parte del creditore per intervenuta prescrizione della stessa.

Bollette connesse ad utenze domestiche: quando si prescrivono

La prescrizione, che rappresenta il tempo entro il quale l’ente erogatore del servizio può richiedere al debitore di pagare quanto dovuto, decorre:


Leggi anche: Pavimenti in wengè

  • dopo 2 anni per le bollette connesse al servizio di erogazione di luce, acqua, gas
  • dopo 5 anni se relative ad utenze telefoniche.

Se il cliente fa ricorso alla compagnia e si vede soccombere in giudizio, il termine di prescrizione dalla sentenza è di 10 anni.

Il termine utile per far decorrere la prescrizione e, dunque, l’estinzione del debito in capo all’utente inadempiente, decorre dalla data di scadenza della bolletta, debitamente indicata sull’intestazione della stessa.

Termine di prescrizione e causa di interruzione

Contatore

Per far decorrere il termine necessario della prescrizione stabilito, è necessario che non intervengano atti interruttivi della stessa.

In particolare, è fondamentale che in tale lasso di tempo, il creditore non abbia fatto nulla per far valere il proprio credito rimasto inesigibile ovvero non ne abbia richiesto il pagamento con lettera o con citazione o mediante decreto ingiuntivo.

Se invece il creditore ha fatto valere le proprie ragioni con una lettera di sollecito inviata a mezzo raccomandata a/r. o posta elettronica, la prescrizione s’interrompe e decorre dal giorno successivo all’invio.

Bollette non pagate: per quanti anni vanno conservate?

Nessuna disposizione legislativa obbliga il debitore a conservare le bollette relative ad utenze per le quali non si è provveduto al pagamento della somma dovuta.


Potrebbe interessarti: Prendere casa in affitto: gli errori da evitare

Tuttavia, il debitore che voglia dimostrare di aver adempiuto al pagamento di quanto dovuto, è tenuto a conservare una copia dell’avvenuto versamento al fine di opporla ad eventuali intimazioni da parte della compagnia di gestione delle utenze onde evitare un nuovo ed indebito pagamento.

Trascorsi 2 o 5 anni dall’emissione della bolletta, a seconda della tipologia di utenza, l’utente potrà disfarsene non potendo, per intervenuta prescrizione; la compagnia in alcun modo vantare alcun titolo per richiedere il pagamento .

Nel caso in cui si riceva oltre il termine massimo di prescrizione, un sollecito o un decreto ingiuntivo da parte di una società elettrica o di gas, per il pagamento inadempiuto di una bolletta, per iscritto l’utente potrà far, rilevare l’avvenuta prescrizione.


Vuoi consigli di design su come arredare? Iscriviti al gruppo

Onde evitare una querelle giudiziaria, sarà possibile, tra le parti, esperire un tentativo di conciliazione dinnanzi l’Autorità garante mediante inoltro di apposito reclamo.

Avv. Ennio Carabelli
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Abilitazione Forense presso la Corte d'Appello di Salerno
  • Giornalista Pubblicista
  • Autore specializzato in controversie legali, normative, condominio, casa, successioni, contratto, mutui.
Suggerisci una modifica