Trekking Urbano: conoscere il design della tua città

Davide Bernasconi
  • Dott. in Economia e Commercio
24/03/2022

Trekking Urbano, un modo per concepire il design e la conoscenza delle città sotto il punto di vista architettonico.

Trekking Urbano: conoscere il design della tua città

Il trekking urbano, quando viene progettato in modalità collettiva, rimane di fatto un progetto di design partecipativo.

Mediante un processo di organizzazione, si sviluppa uno stimolo diretto alla partecipazione. A spiegarlo è Alberto Tirelli, Assessore al Turismo del Comune di Siena.

Il tema viene divulgato via mail a un importante indirizzario. La scelta del tema è fondamentale: deve essere accattivante per il grande pubblico e specifico quanto basta per caratterizzare la singola edizione. Ma anche diventare un ombrello sotto il quale tutti possano ritrovarsi, mettendo a frutto la propria creatività. Perché tutti i Comuni italiani sono invitati a partecipare. Chi decide di farlo deve fornire una quota di partecipazione (definita in base al numero di abitanti per coprire le spese organizzative generali e la comunicazione). Ma soprattutto diventa co-progettista dell’iniziativa.

Il programma del Trekking Urbano prevede una serie di itinerari progettati dalle guide dei Comuni partecipanti.

Lavoriamo ognuno per sé, con le guide che mettono a frutto la loro esperienza, collegando al tema i punti di forza del territorio – spazi segreti, location inutilizzate, storie riscoperte, novità. Dopo aver elaborato gli itinerari, le guide locali li illustrano con delle immagini e mandano una descrizione al nostro ufficio che mette insieme tutto il pacchetto di comunicazione. C’è quindi una regia unica che tiene le fila.

Il successo dell’iniziativa, che è giunta alla 18sima edizione, deve certamente molto a questa progettazione partecipata che è centralizzata e locale insieme.

Con modus operandi, obiettivi e strumenti condivisi e un tema che orienta il pensiero creativo delle guide, i territori riescono a posare lo stesso sguardo su luoghi e storie diverse, ottenendo infine un quadro che è variegato nei dettagli ma propone un’unica immagine. “Quella di un Paese che valorizza e diffonde le esperienze fatte a passo lento, in comunità“, conclude Tirelli.