Superbonus 110: via ai controlli su cessione crediti

Davide Bernasconi
  • Dott. in Economia e Commercio
30/06/2022

Superbonus 110: Commissione parlamentare avvia controllo sulla cessione dei crediti da parte delle banche. L’allarme di Confartigianato per il blocco nei cassetti fiscali.

Superbonus 110: via ai controlli su cessione crediti

L’Ufficio di presidenza della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, sulla base di diverse segnalazioni, ha deliberato di inviare alle principali banche del territorio un questionario con l’intenzione di verificare l’operatività del sistema bancario italiano.
L’indagine ha come obbiettivo di accertarsi della bontà dei crediti relativi al Superbonus 110% e ad altri bonus che sono sorti negli ultimi anni. Ad annunciarlo è statala stessa Commissione:

A seguito di numerose segnalazioni ed esposti ricevuti, l’Ufficio di Presidenza della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario ha deliberato di inviare alle principali banche significant nazionali un questionario per verificare l’operatività del sistema bancario italiano.

L’indagine conoscitiva avviata riguarda i crediti relativi al Superbonus 110% e ad altri bonus oggetto delle normative che si sono susseguite negli ultimi anni:

Attraverso la compilazione del questionario, le 11 banche significant nazionali (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Iccrea, Mediobanca, Cassa Centrale Banca, Bper, Monte dei Paschi, Credem, Banca popolare di Sondrio, Banca Carige) più la Cassa depositi e prestiti e le Poste dovranno fornire entro l’11 luglio dati e informazioni su base trimestrale dei crediti acquisiti, riportando, ad esempio, il numero di richieste ricevute, annullate e erogate nonché i tassi di sconto applicati e le tempistiche registrate,

ha spiegato la Presidente della Commissione, Carla Ruocco.

Sul fronte imprese, la Confartigianato segnala che lo stallo della situazione creditizia è uno scoglio da superare rapidamente. Al momento 5,2 miliardi sono ancora fermi nei cassetti fiscali, di cui il 71,2% per il superbonus e il 28,8 per gli altri bonus edilizi.

Dovessero diventare inesigibili, si arriverebbe alla perdita di 47 mila addetti nelle micro e piccole imprese, una riduzione del 40% dell’aumento di occupazione che si è precedentemente creato nel settore edile.  Secondo il presidente Marco Granelli, sarebbe un fatto

paradossale e autolesionista.