Superbonus 110%: le truffe più curiose scoperte dallo Stato

Davide Bernasconi
  • Dott. in Economia e Commercio
11/07/2022

Superbonus 110% e truffe sembrano purtroppo un matrimonio che si è concretizzato subito. Le truffe più assurde scoperte dall’Agenzia delle Entrate.

Superbonus 110%: le truffe più curiose scoperte dallo Stato

Il Superbonus 110% ha battuto ogni record: dopo aver esaurito già a maggio i fondi stanziati dal Governo per le misure di efficientamento energetico, adesso la misura che doveva essere soltanto una elle più importanti in termini di miglioramento delle abitazioni, è diventato uno strumento perfetto per chi è più abile nell’inventare e produrre truffe ai danni dello Stato.

A dirlo sono i numeri e secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Daniele Franco: 6 miliardi di euro sarebbero stati illecitamente sottratti alle casse dello Stato, di cui 2 miliardi risultano ormai incassati e pertanto ben difficilmente recuperabili.

In una recente inchiesta del Corriere della Sera, sono ormai diversi gli esempi di truffe e appropriazioni indebite. Il caso più eclatante è senza dubbio quello perpetrato da un soggetto che ha dichiarato  all’Agenzia delle Entrate una serie di crediti di imposta, portando la certificazione di lavori edilizi per 30 milioni di euro.

Peccato però, che nel medesimo periodo, so trovasse dietro le sbarre, detenuto in carcere e dunque senza alcuna possibilità di procedere.

Non manca nemmeno un’altra delle importanti delle novità dell’attuale legislatura, ovvero il reddito di cittadinanza. Pochi giorni fa, il 28 giugno, è stato disposto dalla procura della Repubblica di Napoli il sequestro di crediti derivati da bonus edilizi e locazione per un importo superiore a €772 milioni, situati fra le province di Napoli e Caserta, che però non si sarebbero mai resi protagonisti dei suddetti lavori di ristrutturazione.

Fra gli indagati, il 70% dei titolari del credito d’imposta risultava percettore o richiedente del Reddito di cittadinanza.

Tuttavia, questo ha portato a conseguenze negative per gli onesti, come l’introduzione di una più seria opera di controllo della cessione dei crediti, determinando rallentamenti e pertanto allungamenti dei tempi che rischiano di far finire fuori tempo massimo chi ha invece davvero l’esigenza di effettuare i lavori di efficientamento energetico.