Plasticity e la biennale di Venezia

Dall’unione fra plastica e sostenibilità, nasce “Plasticity”, progetto che dimostra che anche l’architettura possa muoversi nella direzione della sostenibilità.

Plasticity e la biennale di Venezia

 

Il progetto ha delle rilevanze importanti nel riuso della plastica (il cui ingombro è un problema che affligge i mari, con compromissione fi fauna e flora marina, oltre che dell’intero ecosistema). L’economia circolare assume dunque una rilevanza centrale anche per l’Architettura. Con l’impiego delle stampanti 3D e altre tecnologie digitali, la plastica può essere riusata molto facilmente, ma anche rapidamente. Il processo di creazione, a partire da uno specifico file preparato, è facile e immediato.

 

E’ così che, del resto, è stata creata la struttura presentata alla biennale di Venezia, proprio a far valere la tendenza della plastica a creare nuove strutture, architettoniche o per il decoro. L’opera in questione è appunto Plasticity, creata con Parley ocean plastic, un materiale creato da rifiuti di plastica riciclati. L’opera, alta 3,6 m, è eretta a simbolo delle strategie e dei cambiamenti che, le popolazioni resilienti, dovrebbero attuare dinanzi alle variazioni climatiche.