La mostra di design e arte che sfida i meccanismi della percezione

Al Palazzo del Monte di Pietà di Padova è in corso “L’occhio in gioco”, dal 24 settembre 2022 al 26 febbraio 2023, la mostra che mette alla prova i limiti della percezione visiva, attraverso design e arte.

La mostra di design e arte che sfida i meccanismi della percezione
Autore: Leonhard_Niederwimmer / Pixabay

L’occhio guarda, cattura, legge, ordina, compone. Ma può essere ingannato, raggirato, imbrogliato. E questa mostra, camminando sul confine tra arte e scienza, tra colore e movimento, racconta nei secoli la sottile differenza tra ciò che é vero e ciò che potrebbe esserlo ma non lo é.

In queste poche righe, si concentra la missione de L’occhio in gioco, la rassegna attualmente in corso al Palazzo del Monte di Pietà di Padova. Un progetto che sfida la percezione visiva del pubblico, rivelando limiti e possibilità del nostro sguardo sul reale con un tocco di design.

Curata da un team di specialisti ed esperti da Luca Massimo Barbero (per la parte storica) e da Guido Bartorelli, Giovanni Galfano, Andrea Bobbio e Massimo Grassi dell’Università di Padova (per ciò che concerne la parte più propriamente scientifica e dedicata alla psicologia della percezione), la rassegna mette in scena decine di dipinti, fotografie, oggetti tecnici, di design e sculture scelti per la loro natura ibrida, ovvero per la loro capacità di ingannare l’occhio umano rivelandosi in maniera altra rispetto alla realtà.

Sono tanti gli artisti in mostra, a partire dai grandi protagonisti del Novecento che più di altri si sono confrontati con il tema della percezione dell’occhio umano. Da Alexander Calder (noto per le sue sculture cinetiche) a Bruno Munari (autore di numerosi esperimenti mirati a stimolare l’immaginazione); da Marcel Duchamp al pittore ungherese Victor Vasarely (fondatore della Optical Art).