La Cina (non ) è vicina, la mostra di Badiucao che ha fatto parlare il mondo

Tiziana Morganti
  • Dott. in Storia Moderna
25/01/2022

Dopo aver resistito alle pressioni di Pechino, questo evento chiude avendo registrato un grande successo di pubblico e un apprezzamento da parte della stampa internazionale. Al centro del percorso i diritti civili, considerati come responsabilità di tutti.

La Cina (non ) è vicina, la mostra di Badiucao che ha fatto parlare il mondo

Il 13 febbraio si è chiusa una mostra che, dal Museo Santa Giulia a Brescia, ha praticamente fatto parlare tanta stampa internazionale. Stiamo parlando, ovviamente de La Cina (non ) è vicina di Badiucao, che ha dovuto affrontare tutte le possibili pressioni di Pechino per non aprire i battenti. Una resistenza che ha conquistato l’attenzione delle pagine di giornali come il New York Times e lo spazio della CNN.

Ma qual è stato il tema centrale di questo percorso espositivo che avrebbe irritato cosi tanto la Cina? Badiucao si fa porta voce della tutela dei diritti umani attraverso l’arte ed alcune installazioni. Un principio che dovrebbe essere responsabilità di tutti. La mostra, dunque, è un percorso costante e sempre più intenso all’interno del totalitarismo e nel cuore del regime cinese. Si tratta di un’accusa non espressa violentemente, ma nemmeno in modo blando.

Il valore del messaggio veicolato da Badiucao è il suo linguaggio pop che ha il vantaggio di non spaventare e di riuscire a raggiungere tutti. Compreso chi non è molto addentrato nelle vicende sociali e culturali di un paese come la Cina. Per alcuni artisti, infatti, riuscire ad avere una voce chiara e facilmente udibile è anche più importante del fare arte. E senza la chiarezza Baudicao non riuscirebbe nemmeno a portare a termine il suo intento di denuncia.