Fringe benefits: bollette meno care se fai così

Davide Bernasconi
  • Autore - Laurea in Economia e Commercio
01/09/2022

I datori di lavoro rimborseranno in busta paga i lavoratori per difenderli dal caro bollette. Come funziona l’agevolazione introdotta con il Decreto Aiuti bis.

Fringe benefits: bollette meno care se fai così

Caro bollette: un primo sostegno economico è giunto dal Governo con il Decreto Aiuti bis che ha determinato un innalzamento della soglia di esenzione di somme e servizi elargiti dal datore ai dipendenti (i cosiddetti benefits aziendali) , e nella fattispecie allargato anche al sostegno per il pagamento delle bollette, solo, al momento per il periodo d’imposta 2022.

Il tetto, normalmente fissato a 258,23 euro, è stato innalzato a 600 euro, molto più del doppio insomma.

La novità, come detto recentemente introdotta, consente ai datori di lavoro di allargare decisamente il campo dei fringe benefit, riconoscendo direttamente in busta paga, un sostegno per il pagamento delle bollette.

All’interno dei benefit aziendali non soggetti a tassazione, come prevede l’art 51, comma 3 del TUIR entro un massimo di €258,23 euro all’anno, sono stati inserite anche le spese per le utenze domestiche di luce, acqua e gas.

In base alle regole generali sui fringe benefit, tra i datori di lavoro nell’ambito del settore privato vanno ricompresi, purchè vantino lavoratori dipendenti, anche:

  • lavoratori autonomi
  • enti pubblici economici
  • soggetti che non svolgono un’attività commerciale.

Sono invece escluse dal percepire le somme, le seguenti categorie di lavoratori:

  • collaboratori tipo CO.CO.CO
  • amministratori
  • lavoratori autonomi occasionali
  • altri soggetti percettori di redditi di lavoro assimilato, come per esempio i tirocinanti;
  • lavoratori delle Pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e degli Enti pubblici non economici.

In attesa del chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate, sarà sicuramente necessario che il lavoratore fornisca al datore le fatture dei costi energetici, luce e gas, e dell’acqua, in maniera da essere certi che non siano utenze escluse dall’agevolazione.

Salvo cambiamenti, non sarà necessario che le utenze siano intestate alla persona che godrà in busta paga di questa forma particolare di rimborso contro il caro-vita, ma basterà che si tratti di un famigliare convivente secondo lo stato di famiglia.