Emilia Romagna: quando si potranno accendere i caloriferi?

Riscaldamento 2022: quando i cittadini dell’Emilia Romagna potranno accendere l’impianto di riscaldamento? La normativa in vigore e le eccezioni.

Emilia Romagna: quando si potranno accendere i caloriferi?
Autore: robertopatumi / Pixabay

Inverno 2022: il tema del riscaldamento si sta facendo sempre più pressante e per chi vive in Emilia Romagna sapere quando poter accendere la caldaia per sentire il tepore in casa è decisamente importante, visto che l’estate purtroppo è passata.

Le nuove regole del Piano nazionale prevedono il posticipo, rispetto agli anni passati, dell’accensione degli impianti nelle case e nelle fabbriche.

Sarà necessario attendere 8 giorni per poter accendere e sentirsi al caldo mentre, secondo il piano di razionamento, lo spegnimento verrà anticipato di 7 giorni rispetto alla normale scadenza.

Anche per quanto riguarda l’intensità quotidiana, l’impianto dovrà essere tenuto acceso un’ora in meno al giorno, con una temperatura che dovrà ridursi da 20 a 19 gradi per le abitazioni, da 18 a 17 gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili.

Ma precisamente, quando si potrà accendere il riscaldamento nei comuni dell’Emilia Romagna?

La regione si trova quasi interamente nella fascia E (la penultima delle 6 fasce) e quindi i cittadini avranno facoltà di accendere il riscaldamento per 13 ore al giorno, dal 22 ottobre al 7 aprile.

Fanno eccezione alcune località montane, inserite nella fascia F (poste nelle province di Modena e Bologna), che non avranno alcuna limitazione all’accensione mentre, più caldi sono i comuni di Forlì e Forlimpopoli, inseriti nella fascia D, la cui accensione potrà avvenire solo per 11 ore e relativo spostamento in avanti nel calendario, dall’8 novembre al 7 aprile.

Attenzione però: la Regione Emilia-Romagna ha una direttiva, con validità 1 ottobre/31 marzo di ogni anno, che stabilisce, per i comuni posti al di sotto dei 300 metri di altitudine, il divieto di utilizzare

generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa ad alto impatto emissivo sotto la certificazione a 3 stelle.

Ulteriore limitazione, qualora scattino misure emergenziali della qualità dell’aria, per tutti i comuni di pianura vige

il divieto di utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa ad alto impatto emissivo sotto la certificazione a 4 stelle

Anche per quest’anno, il divieto è stato confermato.

Fa eccezione Rimini, dove il sindaco Jamil Sadegholvaad, ha optato per andare in deroga alla norma regionale, senza dunque estendere al territorio il divieto di utilizzo di camini, caldaie e stufe a pellet di vecchia generazione in località che si trovano al di sotto di 300 metri di altitudine per scopi di riscaldamento.