Corsa alle pompe di calore: ecco perché conviene e dove occorre fare attenzione

Attenzione alta nel campo delle pompe di calore: nella corsa che coinvolge tutti occorre prestare attenzione ad alcuni passaggi importanti.

Corsa alle pompe di calore: ecco perché conviene e dove occorre fare attenzione
pompa di calore

La strada del cambiamento green e della svolta è lunga ma importanti spiragli si stanno aprendo sempre di più. In Italia sono quasi 18 milioni (su 26) le abitazioni che ancora si servono del metano come fonte principale di alimentazione energetica.

Risultato? Ben 32 milioni di metri cubi di gas bruciati per utilizzi non industriali, ma per fortuna la transizione eco sostenibile grazie alla corsa alle pompe di calore è in salita e forte affermazione. Il mercato in tal senso è aumentato da 290 a 550 milioni di euro, ma già prima si aggirava sul 20% di incremento annuo.

La commissione europea ha vagliato una proposta che prevede la messa al bando definitiva delle caldaie a gas, introducendo limiti ecosostenibili a discapito del fossile e a favore del rinnovabile. Una pompa di calore non brucia nulla, non emette CO2 e l’obiettivo è eleminare il gas del tutto: per cucinare e scaldarsi non servirà altro che energia ottenuta da fonti eco sostenibili.

Grazie a Mitsubishi si sta cercando di sfruttare quelle isole ad altissima efficienza energetica rinnovabile: in Italia si è fatto il nome di San Pietro, isolotto a sud ovest della Sardegna. La sfida ha portata ampia e punta a produrre energia elettrica “pulita” per imprese, edifici e fabbriche.

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Oltre al potenziamento delle strutture di supporto (vero nodo), servono 50 milioni di pompe di calore entro il 2028 e 90 milioni entro il 2050: obiettivi grandi per una sfida che non può permettersi errori o sconfitte.