Bonus prima casa: sentenza shock per le coppie di fatto

Davide Bernasconi
  • Dott. in Economia e Commercio
19/07/2022

Coppie di fatto: se l’unione si rompe, decade il bonus prima casa e l’agenzia delle entrate interviene per il recupero delle somme. La sentenza della Corte di Cassazione.

Bonus prima casa: sentenza shock per le coppie di fatto

L’ordinamento italiano riconosce e tutela le unioni civili, dette anche coppie di fatto, grazie all’entrata in vigore della legge del 20 maggio 2016, n. 76, nota come legge Cirinnà.

Tuttavia, non si tratta di un rapporto perfettamente identico al matrimonio, per via di una serie di lacune anche in materia fiscale.

Il casus belli più recente è stato analizzato dalla Corte di Cassazione che, con una sentenza, ha visto i giudici pronunciarsi sul fatto se, nel momento in cui la coppia di fatto interrompa la relazione, possa continuare a beneficiare del bonus prima casa.

Secondo quanto indicato nella sentenza, per la coppia di fatto separata decade l’agevolazione e quindi il fisco può operare il recupero del le maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale, oltre a sanzioni e interessi, in modo da rideterminare l’imposta sostitutiva sul mutuo.

Lacunosa dunque, in parte, la parte fiscale della normativa in materia di unioni di fatto. E’ stata necessaria la sentenza appunto della Corte Cassazione, n. 20956 del 1° luglio 2022. Il parere è intervenuto per un caso di trasferimento ante tempus della quota dell’immobile verificata tra soggetti uniti di fatto e poi separati.

Secondo quanto sentenziato dai giudici, la rottura del rapporto tra coppie di fatto non consente di applicare gli identici benefici previsti per le coppie sposate.

Per queste ultime, sono esentasse solo gli atti collegati alla separazione e al divorzio, pertanto legittimamente il fisco può recuperare le maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale, più sanzioni e interessi, e ridetermina l’imposta sostitutiva sul mutuo.