Batterie biochimiche al suolo: l’energia pulita del futuro

In futuro l’energia potrebbe provenire dal suolo. Un nuovo progetto inglese propone di sfruttare il terreno e i batteri del suolo per creare delle batterie biochimiche.

Batterie biochimiche al suolo: l’energia pulita del futuro
Fonti energia rinnovabile

Il governo inglese ha finanziato un progetto davvero ambizioso legato al futuro dell’energia solare. Il ricercatore Micheal Harbottle ha avuto l’idea di creare una batteria “naturale”, che sfrutta i batteri del suolo per creare una riserva biochimica di energia.

L’intento è quello di inviare l’elettricità, generata dai pannelli solari, ad alcuni elettrodi installati nel terreno. L’energia accumulata sotto terra andrebbe a stimolare alcuni batteri che aiuterebbero a convertirla in acetato, la sostanza chimica che alimenterebbe le batterie al suolo.

Lo studio è ancora alle battute iniziali, perché i ricercatori stanno cercando di individuare la tipologia di terreno più adeguata per sfruttare i microrganismi più indicati a creare le condizioni ideali al processo di elettrosintesi.

Le riserve biochimiche immaginate dal team di Harbottle avrebbero il vantaggio di fornire energia pulita, senza il rilascio di sostanze dannose nel terreno. Tuttavia, uno dei possibili limiti del progetto è l’accumulo nel terreno di grandi quantità di acetato, che andranno comunque testate per scongiurare eventuali danni all’ambiente.

Inoltre, l’acetato non è una risorsa limitata (a differenza del litio, di cui se ne trovano sempre meno scorte); quindi, l’idea di una batteria biochimica potrebbe essere la svolta per il futuro dell’energia.

Per il momento il progetto sarà testato in sistemi a bassa potenza. L’obiettivo dei ricercatori, però, è quello di raggiungere una tensione più elevata, installando le batterie al suolo direttamente nei campi dove sono già presenti numerosi pannelli solari.