Banksy scoperto: il mito perde fascino o resta leggenda?
Il mistero attorno a Banksy potrebbe essere finito. Un’indagine di Reuters sostiene che dietro l’artista si nasconda Robin Gunningham, writer di Bristol. Dopo anni di ipotesi e indizi, la domanda resta una sola: vogliamo davvero conoscere il volto dietro la leggenda?
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Secondo un’inchiesta di Reuters, la vera identità di Banksy potrebbe essere stata finalmente svelata: dietro il nome più misterioso della street art ci sarebbe Robin Gunningham, graffitista nato a Bristol nel 1973.
Chi è davvero Banksy? La rivelazione che fa discutere il mondo dell’arte

Per oltre due decenni il nome di Banksy ha rappresentato uno dei misteri più affascinanti dell’arte contemporanea. L’artista invisibile è capace di trasformare muri anonimi in icone culturali globali. Ora, però, quel velo di anonimato potrebbe essersi finalmente sollevato. Una lunga indagine della celebre agenzia di stampa Reuters sostiene infatti di aver individuato l’uomo dietro lo pseudonimo più enigmatico della street art.
Secondo il lavoro investigativo, dietro l’icona si nasconderebbe Robin Gunningham, artista nato a Bristol nel 1973 che negli anni avrebbe utilizzato anche il nome di David Jones.
Il punto di svolta dell’indagine riguarda i murales comparsi in Ucraina alla fine del 2022, opere la cui autenticità era stata confermata dallo stesso artista tramite il suo profilo su Instagram, come gesto simbolico di solidarietà verso le vittime della guerra.
I reporter hanno visitato direttamente i luoghi delle opere, in particolare la cittadina di Horenka, raccogliendo testimonianze tra gli abitanti e mostrando fotografie di vari street artist, tra cui il francese Thierry Guetta, per identificare l’autore dei graffiti.
Il risultato? Un’indagine che sembra chiudere uno dei misteri più iconici dell’arte urbana contemporanea.
Un nome dietro un mito

Il mistero dell’identità segreta non è nato ieri. In realtà, molte delle tracce che oggi riemergono erano infatti già state seguite anni fa.
All’epoca fu il tabloid Daily Mail a pubblicare un’inchiesta durata oltre un anno, dichiarando di essere arrivato alla vera identità dell’artista. Il giornale aveva persino diffuso alcune fotografie di Gunningham, convinto di aver trovato l’uomo dietro il mito.
Ma lo scoop venne rapidamente smentito dal manager dell’artista, che respinse le accuse contribuendo ad alimentare ancora di più l’aura di mistero dello street artist.
Nel frattempo, l’artista avrebbe utilizzato anche il nome di David Jones, un ulteriore tassello nella rete di identità che ha reso la sua figura quasi impossibile da definire con certezza.
Oggi, però, la nuova indagine pubblicata da Reuters sembra riportare alla ribalta proprio quella pista, riaccendendo il dibattito internazionale.
Una storia affascinante

Dietro il mito non ci sono solo anonimato e provocazione, ma anche incontri e collaborazioni che hanno contribuito a costruire la leggenda della street art contemporanea.
Tra i nomi più citati negli anni compare quello di Robert Del Naja, frontman della band trip-hop Massive Attack, spesso indicato come possibile identità dell’artista misterioso.
Oggi emerge che tra i due ci sarebbe stato davvero un legame creativo: alcune opere sarebbero infatti nate da una collaborazione a quattro mani.
Nel frattempo, diversi media hanno continuato a inseguire tracce sulla vera identità dello street artist. Lo scorso anno BBC ha pubblicato alcune fotografie risalenti agli anni Novanta che mostrano un giovane Banksy mentre insegna graffiti e stencil a un gruppo di ragazzi nella sua città natale, Bristol.
Una storia che racconta come, dietro l’icona globale della street art, si nasconda anche un percorso fatto di quartieri, laboratori e giovani curiosi pronti a scoprire l’arte del graffito.