Come pulire e trattare i pavimenti


Consigli su come pulire i pavimenti nel modo corretto.Come trattare il marmo, le pietre naturali e altri tipi di pavimentazioni pregiate?

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La pulizia dei pavimenti è un’operazione che può sembrare semplice e scontata, ma è opportuno conoscere la tipologia di pavimentazione e le sue caratteristiche per trattarla in maniera perfetta.

Infatti in base al tipo di pavimento, esistono soluzioni di pulizia differenti.


Come pulire il parquet

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Il parquet è una delle pavimentazioni più delicate, ragion per cui richiede una maggiore attenzione nella pulizia.

Le sostanze da evitare su un parquet sono in linea di massima i liquidi e i prodotti molto aggressivi (come alcool e candeggina).

Su un parquet prefinito è consigliabile l’utilizzo periodico di olio, cera o vernice per essere rinnovato (una o più volte l’anno) a seconda dell’usura.

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Quotidianamente il parquet può essere trattato utilizzato un detergente neutro (non aggressivo) ravvivante, adatto al tipo di pavimentazione.

Pulire il marmo, il granito e la pietra naturale

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La pulizia dei pavimenti e rivestimenti in marmo, non dev’essere effettuata con detersivi aggressivi e tradizionali per pavimenti, ma è opportuno utilizzare detersivi neutri, in una miscela fatta con 3 litri di acqua ed un tappo di detersivo.

Una valida alternativa può essere l’utilizzo di 2 cucchiai di bicarbonato, 10 cucchiai di alcol e 1 pezzetto di sapone di marsiglia sciolto in 3 litri di acqua.

Lo straccio da utilizzare non dev’essere abrasivo ma in microfibra molto ben strizzato.

Attenzione alle pietre, che per loro natura, hanno una porosità, maggiore o minore, secondo le diverse caratteristiche.

La naturale porosità delle pietre consente ai liquidi che vengono a contatto con la superficie di penetrare, lasciando poi all’interno dei pori un residuo che viene chiamato, genericamente, macchia.

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Per evitare questo inconveniente, la prima importante operazione è quella di trattare le pietre con giusti protettivi antimacchia, adottando gli accorgimenti indispensabili per una corretta manutenzione, per conservare la loro naturale bellezza nel tempo.

L’applicazione di un “buon antimacchia” (che non fa spessore) garantisce la corretta protezione, senza il rilascio di sostanze dannose e ne facilita la manutenzione.

Come eliminare le macchie ostinate

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L’ aggressione chimica, o aggressione acida, forma una macchia in posizione perpendicolare, non individuabile a uno sguardo d’insieme, ma molto ben visibile in controluce; essa si presenta sempre come un’opacizzazione della superficie, con perdita di tonalità.

I marmi, gli agglomerati marmo– resina o marmo-cemento, lucidati, sono sicuramente tra i materiali che più risentono dell’aggressione degli acidi in quanto sono formati in gran parte da carbonati.

Quando ci troviamo di fronte un’aggressione acida, fondamentale è il ruolo del pH, che è il valore relativo all’acidità, neutralità o alcalinità di un prodotto, cioè al suo potere di reattività; per avere un’idea del valore del pH, occorre tenere presente che:

  • Acido cloridrico pH 1 = fortemente corrosivo
  • Acqua pura pH 7 = neutro
  • Soda caustica pH 14 = fortemente corrosivo

Più ci si allontana dal valore di ph 6-7, più si hanno prodotti aggressivi, irritanti o addirittura caustici, sia per la pelle, sia per gli occhi, sia per alcune tipologie di pietre.

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Un prodotto acido reagisce con un prodotto alcalino (come il carbonato di calcio Ca- CO3 presente nelle pietre) fino alla propria neutralizzazione parziale o totale, a seconda dei casi: la formazione della macchia opaca sulla pietra è dovuta alla pietra stessa che si scioglie a contatto con l’acido: in base alla quantità di acido, si può avere un’aggressione più o meno forte, con una dissoluzione più o meno marcata e di facile visualizzazione.

Ecco quindi l’importanza di conoscere il pH delle sostanze organiche che possono macchiare le superfici.

Eliminare macchie di calcare

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Soprattutto dove ci sono rubinetti e dove c’è un continuo contatto con l’acqua, come bagni, top eccetera, effettuata la prima protezione, in seguito è consigliabile distribuire una cera protettiva apposita che eviti il deposito del calcare sulla superficie ed elimini il ristagno dell’umidità, che crea un ulteriore accumulo di calcare e quindi un aumento della rugosità superficiale, che porta, poi, all’annidamento delle muffe e dello sporco.

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Molte volte, la rimozione del calcare già formato è effettuata con prodotti acidi (disincrostanti, anticalcare eccetera) che sono letali per alcune superfici.

Occorre, perciò, leggere bene le etichette dei prodotti e accertarsi della resistenza della pietra agli acidi.

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Ricordiamo, come detto sopra, che se non si è certi della natura della pietra, si può stabilire la sua resistenza o meno agli acidi ponendo una goccia di acido (lo stesso detergente, o aceto, o limone eccetera) sulla superficie non in vista (per i top e i piani di lavoro sotto il bordo, per le altre superfici è sufficiente un angolo, un bordo di battiscopa eccetera) e se, al contatto, il prodotto reagisce formando schiuma, bisogna evitarne l’utilizzo.

In questo caso, quando sulla superficie (di solito vicino ai rubinetti) si è formato uno strato di calcare, lo stesso può essere rimosso con l’ausilio di una paglietta di acciaio fine, la più fine possibile.

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Strofinando la paglietta sulla superficie, si rimuove l’eccesso di calcare e poi si passa la cera di manutenzione, ottenendo un ottimo risultato.

L’operazione di ceratura risulta estremamente semplice ed efficace: solitamente è sufficiente passare sulla superficie il prodotto consigliato e lucidare manualmente con movimenti rotatori fino alla completa lucidatura, seguendo le indicazioni del prodotto.

Pavimento perfetto

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È senza dubbio meglio prevenire che curare, tenendo presente che legni, marmi e pietra vanno trattati con attenzione, senza lasciarsi spaventare.

Con pochi accorgimenti è possibile goderne appieno del fascino e della ricchezza della propria abitazione.

Foto tipi di pavimenti

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