Legna migliore per il camino: prezzi e sua conservazione

Con la stagione invernale alle porte, è bene informarsi sulle modalità e soprattutto sui costi riguardanti il riscaldamento. Quanto al tradizionale impianto più o meno presente nella stragrande maggioranza degli ambienti domestici, il camino quello più apprezzato, con la sua ampia e variegata gamma di legna da ardere. A prescindere dai costi, dalle modalità di conservazione del legno e da una materia prima comunque diversa, il mercato offre alternative differenti.

Migliori tipi di legna per il camino prezzi e sua conservazione
legna ardente in un camino di tipo tradizionale

La materia prima per eccellenza, quando si pensa al camino come impianto di riscaldamento maggiormente apprezzato nell’ambiente domestico, è la legna. Soprattutto chi ne usa in grandi quantità, si chiede quali siano le alternative migliori. Si interroga essenzialmente sui costi, e se questi possano essere più o meno sostenibili a seconda dei casi.

Ebbene, se pur non esista una vera e propria tipologia di legna migliore da ardere per ogni camera di combustione presente in un camino tradizionale, si sa che il faggio, la quercia, il carpino costituiscono una buona alternativa di combustione, soprattutto per riscaldare ambienti più estesi.

Grazie ad un notevolissimo potere calorifero, questi tipi di legna sono tra quelli da prendere sempre in considerazione, per un ambiente domestico che abbia una temperatura costante, calda e confortevole durante il freddo inverno.

Legno di faggio: qualità del materiale, potenziale, costi

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tronchi di legno misti

Tra tutte le alternative disponibili in un mercato in costante e rapido mutamento, il legno di faggio appartenere alla gamma delle materie prime migliori. In questo caso, a prescindere dalla detta qualità del materiale costituente, molto dipende anche dalla qualità di combustione. Una prerogativa fondamentale è quella di cercare ad ogni modo di aumentare il rendimento della legna, bruciandone nella giusta quantità, allo stato secco e avente una percentuale di umidità contenuta, che oscilla solitamente tra il 15 e il 20%.

Generalmente, affinché la legna di faggio stessa arrivi al giusto essiccamento, possono servire fino a due anni. Tempo limite che consente alla materia prima di raggiungere un adeguato potere calorifico.

Il legno di faggio è inequivocabilmente un buon prodotto, che eccelle e che si rivela in grado di riscaldare bene contesti abitativi più disparati. Quanto ai costi, gli aumenti dell’ultimo periodo hanno inevitabilmente scosso il mercato. Tanto che, stando alle ultime verifiche effettuate, un quintale di legna di faggio costa tra 22 e 30 euro al quintale. Un costo che, nonostante tutto, varia anche in base alla percentuale di umidità stimata all’interno del legno.

La quercia, un buon potere calorifero per una legna che arde lentamente

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legna in piena combustione

Tra le alternative più apprezzate in fatto di legna da ardere per i camini tradizionali, la quercia è certo dotata di notevole potere calorifero, capace anch’essa di riscaldare al meglio un ambiente domestico completo, anche di dimensioni più ampie. Fa parte di quella materia prima che gli esperti identificano come “forte”, ovvero in grado di emettere una fiamma meno lunga, ma allo stesso tempo con tutte le carte in regola per garantire una buona durevolezza della combustione. 

La resa è anche in questo caso più elevata, anche se i costi possono subire delle variazioni al rialzo rispetto al faggio. Complice, forse, anche i costi di gestione e di logistica dei quali l’azienda che distribuisce se ne fa carico. Ad ogni modo, il rapporto qualità-prezzo resta buono, soprattutto considerando il potere calorifico che questo particolare tipo di legna garantisce, a qualsiasi condizione d’uso.

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Maggiore, quindi, è la durata della combustione, migliore è la resa del legno, sotto tutti i punti di vista. Dalle alternative generiche a quelle più specifiche, con il legno di quercia è possibile distinguere diverse varietà della materia prima, tra le quali:

  • il leccio, un particolare tipo di legna forte, capace di aumentare ai massimi livelli la capacità di combustione;
  • il rovere, dal peso specifico elevato, consente di riscaldare bene ambienti domestici ampi, laddove esistono spazi aperti ed è reale l’esigenza di avere una temperatura media costante, specialmente durante i giorni più freddi dell’anno;
  • il cerro, come la betulla, l’olmo ed il frassino, disponibile in tronchetti mediamente lunghi dai 25 ai 50 centimetri, lo si apprezza per le alte prestazioni che è capace di assicurare nella camera di combustione.

Il carpino: fiamma lenta e braci che durano

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brace ardente ed intensa

Ultima grande alternativa al legno classico utile per il camino è rappresentata dal carpino, un materiale ad alta resa che riscalda lentamente ma nel modo giusto, soprattutto quando la temperatura esterna è molto rigida. Anche in questo caso, si è di fronte ad una materia prima che garantisce prestazioni elevate, seppur per condizionare la temperatura di un interno impiega più tempo rispetto a quanto possibile attraverso l’uso di qualsiasi altra legna.

La sua caratteristica principale è data dall’intensità della fiamma, che appare flebile e bassa, ma resta funzionale per una combustione perfetta. Le braci, soprattutto, durano molto tempo, il che lascia ben sperare coloro i quali hanno esigenza di attribuire calore in casa per un periodo di tempo più esteso.

Anche i costi, considerata la resa e le sue caratteristiche peculiari, si considerano giusti, sicuramente equilibrati rispetto alla media.

Migliori tipi di legna per il camino prezzi e sua conservazione: immagini e foto